📖Dai pennelli ai pixel: il mio viaggio tra pittura e arte digitale

 


Ci sono gesti che sembrano semplici, ma che portano dentro di sé un mondo intero.

Così è stato per me l’ultima volta che ho preso in mano un pennello e ho spalmato il colore ad olio su una tela.

Non era una giornata particolare.
O forse sì, e io non me ne accorgevo.
Dipingevo come tante altre volte, in silenzio, con quei profumi intensi che solo i colori ad olio sanno creare.
Senza sapere che li stavo, in qualche modo, salutando.

Poi, pian piano, qualcosa è cambiato.
Non so dire esattamente come.
Forse la fatica di preparare, pulire, attendere che tutto asciugasse.
Forse una curiosità nuova, un po’ di stanchezza antica, una voglia di cambiare strada senza sapere bene dove portasse.

È stato così che ho cominciato a curiosare nel mondo digitale.
Con un mouse al posto del pennello.
Con uno schermo al posto della tela.
All’inizio è stato quasi un gioco, una sfida. Poi, un modo diverso di esprimere quello che sentivo.

Eppure — lo ammetto — non ho mai tagliato davvero il filo con i colori ad olio.
Ogni tanto li penso.
Ogni tanto li desidero.
Mi chiedo se un giorno tornerò a sporcarmi le mani, ad annusare quel profumo acre di trementina, a sbagliare e correggere e sentire il peso vero del colore sulla pelle.

Forse è così che deve essere:
non si chiude mai del tutto una storia d’amore.

Si cambia, si tenta, si sbaglia, si cerca.
Si continua a camminare, a colori o in pixel, sempre inseguendo qualcosa che assomiglia un po’ alla felicità.

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