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Visualizzazione dei post con l'etichetta Giò Pisu

📌 - Mostroinmostra - particolare - 1

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 Mostroinmostra - particolare - 1 Durante la recente esposizione d'arte ho esposto questa installazione per attirare l'attenzione dei visitatori sullo stato di degrado del nostro territorio. Ai visitatori chiedevo di scrivere le loro considerazioni e voglio commentarle con voi. Comincio con la risposta di un bambino che alla vista dell'opera esposta è scoppiato a ridere amicando al fratellino. Incuriosito gli ho chiesto perché ridesse e mi ha risposto "Sembra la nostra cameretta dopo una tempesta di giochi!”

🎨Il mio primo studio era un pianerottolo

 🎨 Il mio primo studio era un pianerottolo Il mio primo studio non aveva porte, né pareti. Solo una finestra cieca e qualche metro di pavimento tra l’ascensore e il portone dell’ultimo appartamento. Era il pianerottolo del settimo piano, in cima al condominio dove abitavo. Lì, tra la ringhiera e il muro, poggiavo la tavola da disegno o la tela, con una sedia pieghevole, un barattolo di trementina e una cassetta piena di tubetti. Il sole batteva forte solo per poche ore, poi il colore diventava freddo e il pavimento odorava di solvente. All’inizio nessuno diceva nulla. Gli altri inquilini salivano e scendevano, lanciavano uno sguardo, a volte un sorriso. Finché un giorno, l’inquilino dell’ultimo piano mi chiamò da dietro la porta. La voce arrivò filtrata dal legno: “ Signor Pisu, i miei bambini non sopportano l’odore della trementina, forse può andare a dipingere in cantina.” Non c’erano alternative: chiusi il barattolo, ripiegai la sedia, e portai i pennelli da un’altra ...

🎨Giò Pisu - Opere

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🎨 Galleria d’Arte – "Colori e Visioni" Un viaggio tra luce, materia e memoria nelle opere di Giò Pisu 1. "Gerbere in Festa" Tecnica: olio su tela (50x70 cm) Un'esplosione di colori caldi e vivi. Fiori che danzano in un vortice di luce e morbidezza, capaci di trasmettere vitalità e nostalgia. 2. "Su Brecconi – Costa Ogliastrina" Tecnica: olio su tela (50 x 40) Un paesaggio marino che unisce il moto delle onde alla quiete delle rocce. È una finestra sul silenzio blu della Sardegna, suoni ovattati di vento e mare. 3. "Cantami, Misreading" Tecnica: arte digitale – composizione astratta Un’opera che sfida la percezione e invita a una lettura sensoriale. Il colore si fa ritmo, si incurva in uno spazio che vibra come un canto. La galleria continua a crescere... nuove opere saranno aggiunte presto. Torna a trovarci!

🎨 Quando la pioggia mi fece artista

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🎨Quando la pioggia mi fece artista Era autunno, a Vercelli. Il locale scelto per la mia prima mostra era il corpo stanco di un vecchio cinema, già in fase di demolizione. Una delle pareti mancava del tutto; a coprirla, tesa come una pelle ruvida, una tela fatta di sacchi — recuperati da un mulino artigianale. La luce interna era incerta, quasi timida, e scivolava a fatica tra i bordi irregolari delle opere appese. Fuori, il cielo era grigio fin dal mattino, e presto si arrese a un acquazzone torrenziale. In un primo momento mi preoccupai: la pioggia avrebbe tenuto lontano i visitatori. Poi decisi di spillare il contenuto del barilotto di Cannonau che avevo fatto arrivare dalla Sardegna, spedito dai miei familiari apposta per l’occasione. Gli amici lo fecero circolare come un rito buono. La pioggia, però, portò con sé qualcosa d’inaspettato. Alcuni passanti, attratti da quella luce fioca, da un profumo di vino e curiosità, entrarono a ripararsi. E rimasero. Si fermarono, si guardaro...

📖La mia prima esperienza con l'arte digitale

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 Non avrei mai pensato, un giorno, di lasciare i miei pennelli. Per anni il profumo dei colori ad olio, la consistenza della tela, il gesto lento e meditativo del dipingere avevano riempito la mia vita. Poi, un giorno, arrivò il cambiamento. Mi trovavo in un ufficio per una pratica. L’impiegato, un amico e ammiratore della mia arte pittorica, sorrise e mi porse un oggetto sconosciuto: un mouse . "Prova," mi disse, "è la nuova arte!" La mia mano, abituata a guidare con disinvoltura pennelli e spatole, si sentì come legata . Cercai di tracciare una linea, ma il movimento risultò goffo, spezzato, senza controllo. Fu un piccolo trauma, una frustrazione profonda… eppure, allo stesso tempo, una sfida che mi affascinò subito. All'inizio fu uno spaesamento. Dove prima guidavo il colore con il polso e il cuore, ora dovevo affidarmi a pixel e livelli digitali. Ma lentamente qualcosa cambiò. Scoprii che anche nel digitale esiste una forma di tatto invisibile. ...