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❤️La collezione di sassi . 2 -

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  Mi sedetti, con il cesto accanto. «Perché mi raccontano delle storie. Ognuno di loro mi ricorda qualcosa che ho vissuto.» Presi un sasso bianco e liscio. «Questo mi ricorda il giorno in cui, da ragazzo, risalii il fiume fino alla sorgente. Mi sembrava di scalare il mondo intero.» Ne sollevai uno nero e ruvido. «Questo appartiene a tempi duri. Durante la guerra, in casa c’era solo pane d’orzo e il silenzio era pesante come pietra.» Poi, con un sorriso, mostrai un sasso rosso e brillante. «Questo… è il giorno in cui conobbi la mia amata. Era estate, e lei sorrideva come il sole.» I bambini ascoltavano a bocca aperta. Allora scelsi per ciascuno di loro un piccolo sasso. «Prendete questo. È un pezzetto della mia storia, ora anche vostra. Portatelo con voi.» Da quel giorno, vennero spesso a trovarmi. Seduti accanto al cesto, volevano ascoltare altre storie. E quando cominciarono a viaggiare con i genitori, ogni tanto tornavano portandomi un sasso dei loro cammini. «Questo è del ma...

❤️La collezione di sassi - 1 -

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  La collezione di sassi Un giorno, venne a trovarmi una vicina con i suoi due bambini. Due folate di vento, erano: correvano per la casa, esploravano ogni angolo. A un certo punto, sbatterono contro il mio cesto. Il cesto cadde, e i sassi si sparsero dappertutto, rotolando sul pavimento con piccoli tonfi. I bambini si fermarono di colpo, immobili, gli occhi sgranati. Io scoppiai a ridere. Una risata vera, di quelle che arrivano senza pensarci. Mi chinai e dissi: «Avanti, piccoli aiutanti, rimettiamo tutto a posto insieme.» Ci mettemmo tutti a raccogliere i sassi. I bambini li maneggiavano con delicatezza, incuriositi. Uno di loro mi chiese: «Perché tieni tutti questi sassi?»

❤️Incontri

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  Accadde quasi per caso. Un giorno arrivò in paese un uomo diverso, un maestro venuto da lontano. Non aveva la voce dura né lo sguardo severo. Sembrava che la sua mente fosse sempre altrove. Un pomeriggio ci chiese: "Sapete cos'è un corriere dello zar?" Io scossi la testa, incuriosito. Prese dalla borsa un libro consunto — Michele Strogoff. Ci propose di ascoltare la storia. Accettammo con riluttanza, ma bastarono poche pagine e la sua voce calma per rapirmi. Per la prima volta, non era scuola. Era un viaggio. E io lo stavo vivendo. Ogni sera tornavamo ad ascoltare. Quella fu la prima porta che si aprì. Il primo passo verso qualcosa di più grande. Fu grazie a quell’uomo che compresi che la cultura non è prigionia, ma libertà. Salvatore, quel maestro, lo fu di nome e di fatto e per molti di noi divenne un faro luminoso.

❤️Ricordi

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Ricordi La pioggia scende lenta, tamburellando sui vetri appannati della mia piccola casa di campagna. Il vento scuote le persiane, facendo scricchiolare il legno vecchio, ma qui dentro il tepore del camino tiene lontano il freddo dell'inverno. Siedo nella mia poltrona preferita, allungo le gambe, avvicino i piedi al fuoco per scaldarli. Ho vissuto a lungo, eppure sento che i miei occhi conservano ancora la luce di un tempo lontano, quando ero solo un bambino con i piedi scalzi sulla terra battuta. Il fuoco scoppietta davanti a me, le fiamme si contorcono, si allungano, danzano, e in quel loro movimento rivedo i frammenti della mia vita. L'infanzia, la scuola, gli amici I primi anni sono stati cupi. Non era la guerra che si combatteva sulle montagne lontane o nelle città dai nomi sconosciuti a terrorizzarmi, ma il silenzio che incartava i racconti di chi tornava. Gli uomini rientravano cambiati, e quelli che non rientravano lasciavano nelle case un vuoto incolmabile. Poi a...

🎨Nero di Gattinara

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 Nero di Gattinara   Lo vedevo ogni giorno, seduto alla bottiglieria di fronte al mio studio di Omegna, sempre con il bicchiere in mano e il sigaro in bocca. Quando gli chiesi di posare fu lieto di accettare a una condizione, che avremmo bevuto un bicchiere insieme. Non ci pensai due volte e messo il cavalletto in strada buttai giù uno schizzo a carboncino. Finita l'opera dovetti onorare il patto e ordinai all'oste una bottiglia di vino, “Nero di Gattinara, mi raccomando”, aggiunse il modello. Da allora il nome di quel vino lo associo a quell'amico che mi fece dimenticare di essere astemio.