🔍Le inchieste di Rosalinda - Il mistero di Cala Serena . 1
“Il mistero di Cala Serena”
Ambientazione:
Siamo a Cala Serena, una piccola e pittoresca località costiera in Sardegna. È un posto tranquillo, dove tutti conoscono tutti e l'unico evento emozionante dell'anno è la sagra del mirto. Ma il sole, il mare cristallino e le viuzze pittoresche nascondono un segreto più oscuro.
Personaggi principali:
Commissaria Rosalinda Carta: Una donna sui 40 anni, nativa di Cala Serena. È astuta, ironica e ha un debole per i dolci tipici sardi, cosa che spesso la porta a "contrattare" con se stessa sulle diete fallimentari. Un suo amico d'infanzia è Franco, anche se ultimamente lo trova un po' strano. Rosalinda ha un approccio diretto e poco convenzionale, e tende a risolvere i casi con l’intuito piuttosto che con le regole.
Marco Usai: La vittima. Un giovane imprenditore del posto, noto per i suoi modi affascinanti e per un certo talento nel vendere case di lusso ai turisti stranieri. Nessuno, però, sa molto della sua vita privata. Scompare misteriosamente e, dopo giorni di ricerche, si scopre che è stato ucciso.
Franco Piras: Amico d’infanzia di Rosalinda, pescatore di professione e uomo un po’ ombroso. Ha sempre avuto un carattere schivo, ma ultimamente è ancora più nervoso e irritabile del solito. Si scopre che è stato l’ultimo a vedere Marco vivo, il che lo mette in una posizione molto scomoda. Rosalinda è combattuta: conosce Franco da una vita, ma qualcosa non quadra…
Sospetti secondari: Lisabeth, la misteriosa moglie inglese di Marco che non parla una parola d'italiano, Luigi, il barista pettegolo del paese, e Diego, l’ex socio di Marco che sembra essere sparito prima di lui.
Il crimine:
Tutto inizia con la misteriosa sparizione di Marco Usai. La sua macchina viene trovata parcheggiata vicino alla spiaggia di Cala Serena, ma di lui nessuna traccia. All’inizio si pensa che sia scappato con qualche turista straniera o che abbia avuto un incidente in mare. Poi, dopo alcuni giorni di indagini e supposizioni, il corpo di Marco viene ritrovato in un luogo improbabile: vicino al capanno degli attrezzi di Franco.
Rosalinda si reca da Lisabeth, la moglie di Franco, che non si mostra troppo interessata a sapere chi può aver ucciso il marito.
Rosalinda è costretta a indagare, anche se tutto la porta a sospettare di Franco, cosa che la mette in grande difficoltà. Durante l’indagine emergono segreti nascosti su Marco, sulla sua attività e sulle persone che frequentava, gettando nuove ombre su molti abitanti del paese.
Il rapporto tra Rosalinda e Franco: Rosalinda si ritrova spesso a interrogare Franco, il quale continua a rispondere in modo evasivo. Ogni volta che cerca di scavare più a fondo, Franco cambia argomento o offre spiegazioni che sembrano essere state inventate sul momento.
Gli abitanti del paese: Ognuno ha la propria teoria sulla sparizione di Marco, spesso ridicola o basata su superstizioni. Il barista sostiene che tutto è colpa del "malocchio", mentre la signora anziana della panetteria giura di aver visto Franco parlare con "certi tipi loschi" (che poi si scoprirà essere solo i suoi cugini venuti a trovarlo).
Il commissariato: Rosalinda ha a che fare con un aiutante molto giovane, il vice-commissario Gavino, appena trasferito da Cagliari, il quale è più preoccupato di non rovinarsi la camicia che di risolvere il caso.
Commissariato di Cala Serena – mattina presto.
Rosalinda è seduta alla sua scrivania con il caffè ormai freddo. Di fronte a lei, un fascicolo mezzo aperto su un furto di pecore (il caso più “scottante” della settimana) e una confezione di pardulas ancora chiusa, tentatrice. La pace del suo ufficio è interrotta quando Gavino, il giovane vice-commissario con la camicia impeccabile e il ciuffo perfetto, entra di corsa, visibilmente agitato.
Gavino:
«Commissaria, è successo qualcosa di
grave!»
Rosalinda alza lo sguardo, appena staccandosi dalla pardula che stava per mordere.
Rosalinda:
«Gavino, mi stai dicendo che hanno
rubato tutte le pecore?»
Gavino:
«No, no… è sparito Marco Usai.»
Rosalinda mette giù la pardula, improvvisamente più attenta.
Rosalinda:
«Marco? L’agente immobiliare?
Quello che gira in macchina con la musica a tutto volume?»
Gavino:
«Proprio lui. È sparito ieri sera.
La sua macchina è stata trovata vicino alla spiaggia, ma di lui
nessuna traccia.»
Rosalinda si appoggia allo schienale, pensierosa. Si sente il fruscio della plastica mentre apre finalmente la scatola di pardulas e ne prende una.
Rosalinda (masticando):
«E noi come facciamo
a sapere che non è scappato con una turista del nord Europa?»
Gavino (agitato):
«Perché ha lasciato il
cellulare in macchina. E... insomma, non sembra una cosa da lui.»
Rosalinda si alza, guardando Gavino con un misto di sospetto e sarcasmo.
Rosalinda:
«Chi ti ha detto che non è da
lui? Qualcuno l’ha mai visto restituire un messaggio in meno di tre
giorni?»
Gavino:
«Commissaria… secondo me dobbiamo
indagare. E… beh, ho sentito che l’ultimo a vederlo è stato
Franco Piras.»
Il nome di Franco cade nella stanza come una pietra nello stagno. Rosalinda sospira e lancia uno sguardo alla finestra, dove il sole illumina l’asfalto polveroso del parcheggio del commissariato.
Rosalinda:
«Franco? L’ultimo a vederlo?
Sarà meglio che vada a fargli una visita.»
Capanno di Franco – pomeriggio assolato.
Il vento soffia leggero sulla spiaggia di Cala Serena, sollevando piccole nuvole di sabbia. Rosalinda si ferma davanti al capanno di Franco, un vecchio edificio di legno e lamiere, arrugginito dal sale e dal tempo. Bussare non serve, lo sa bene: Franco non risponde mai quando è assorto nei suoi pensieri da pescatore. Così, spinge la porta e entra.
Franco è lì, seduto su uno sgabello traballante, con una lenza tra le mani e una sigaretta mezza spenta tra le labbra. Rosalinda sente subito l’odore di pesce misto a fumo. Lui non alza nemmeno lo sguardo quando sente i suoi passi.
Franco (senza guardarla):
«Lo so già perché
sei venuta, Ros.»
Rosalinda si avvicina lentamente, scrutando la stanza con attenzione. Niente sembra fuori posto, ma sa che qualcosa non va. Si appoggia con noncuranza a una vecchia rete appesa alla parete.
Rosalinda (ironica):
«Ah sì? Allora
illuminami, che io ancora non l’ho capito.»
Franco tira un lungo sospiro, spegnendo la sigaretta con il tacco del suo stivale.
Franco:
«Marco. È sparito, vero?»
Rosalinda inclina la testa, sorpresa dal fatto che Franco sembri sapere già tutto.
Rosalinda:
«Esatto. E dicono che tu sei stato
l’ultimo a vederlo.»
Franco finalmente alza lo sguardo, gli
occhi stanchi e pieni di ombre.
Franco:
«Non so dove sia, Ros. Ma se qualcuno
vuole farmi sembrare colpevole, ha fatto un buon lavoro.»
Rosalinda (sospettosa):
«E perché mai
qualcuno dovrebbe fare una cosa del genere?»
Franco si alza, rigido, con un gesto di stizza.
Franco:
«Perché a quanto pare, se sparisci
da queste parti, tutti pensano subito a me, no? Il pescatore
solitario, che non parla con nessuno. Ma io non c’entro nulla, Ros,
te lo giuro.»
Rosalinda incrocia le braccia, guardandolo attentamente. Le sue parole suonano sincere, ma c’è qualcosa che non quadra. Franco sta nascondendo qualcosa, lo sente.
Rosalinda:
«Eppure tu sei l’ultimo, a
essere stato visto con lui. Avete litigato?»
Franco (visibilmente nervoso):
«Non proprio.
Abbiamo parlato, sì. Ma litigato… è una parola grossa.»
Rosalinda:
«Franco, non fare il vago. Che
cos’è successo tra te e Marco?»
Franco si muove nervosamente nel capanno, facendo scricchiolare il legno sotto i suoi stivali.
Franco:
«È… una questione vecchia. Non ha
niente a che fare con la sua sparizione, te lo giuro. Solo… vecchie
storie che riguardano cose del passato.»
Rosalinda si avvicina di un passo, il tono più deciso.
Rosalinda:
«Franco, se c’è qualcosa che
devi dirmi, questo è il momento. Ti conosco da una vita, ma non
posso coprirti se c’è di mezzo un sequestro o un omicidio.»
Franco si ferma e la guarda dritto negli occhi. Sembra combattuto, come se volesse parlare ma fosse trattenuto da qualcosa di più grande di lui. Poi, abbassa lo sguardo.
Franco (sommesso):
«ualunque cosa sia
successa a Marco, io non c'entro. Ma… c’è una cosa che non ti ho
detto. Qualcuno ci ha visti insieme. E quella persona potrebbe
incastrarmi, Ros.»
Rosalinda sente il cuore accelerare. La situazione sta prendendo una piega inaspettata. Qualcuno sta cercando di incastrare Franco? O è solo una scusa per nascondere qualcosa di più oscuro?
Rosalinda:
«Chi, Franco? Chi ti ha visto?»
Franco (abbassando lo sguardo):
«Non posso
dirlo adesso, ma te lo giuro… non ho niente a che fare con la
sparizione di Marco.»
Commissariato di Cala Serena – il giorno dopo.
Rosalinda è al suo ufficio, la sua mente continua a tornare alla conversazione con Franco. Qualcosa non torna. Lui nasconde qualcosa, ne è certa. Ma il problema è che non può permettersi di agire solo sull’intuito. Serve una prova, qualcosa di concreto. Del resto la sparizione di Marco può esser dovuta a cose più frivole e banali di un omicidio o un sequestro.
Rosalinda (tra sé):
«Devo scoprire chi ha
visto Franco con Marco… e magari capire perché continua a parlare
di vecchie storie. È da lì che devo partire.»
Gavino entra nell’ufficio con il solito fare trafelato, portando con sé una pila di fogli e una tazza di caffè. Il suo aspetto curato è un contrasto totale con l'atmosfera stantia dell'ufficio.
Gavino:
«Commissaria, ho controllato il
telefono di Marco. L’ultimo messaggio che ha inviato è stato a
qualcuno di nome ‘F.’. Secondo te è Franco?»
Rosalinda prende i fogli dalle mani di Gavino, osservando attentamente i dati.
Rosalinda (pensierosa):
«Non possiamo
escluderlo, ma non possiamo neanche esserne sicuri. Questo 'F.'
potrebbe essere chiunque. Altri sospetti? Intanto controlla se il
numero chiamato è quello di Franco.»
Gavino:
«Beh, ho parlato con alcuni abitanti
del paese e c'è una certa Marta, la barista della spiaggia, che dice
di aver visto Franco e Marco discutere il giorno della scomparsa. Ma
ha detto che non voleva immischiarsi.»
Rosalinda alza un sopracciglio. Marta, la barista, non ha mai fatto mistero di voler "sapere tutto di tutti", quindi è strano che non volesse parlare.
Rosalinda:
«Marta? La stessa Marta che ha
raccontato a tutto il paese chi ha comprato la casa più costosa del
promontorio? Se ha visto qualcosa, è meglio che cominci a parlare…
e in fretta.»
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