🔍Le inchieste di Rosalinda - Il mistero di Cala Serena - 8 - L'incontro con Sisinna

 

L'incontro con Sisinna, la Jana Maista


Boschi dell’Ogliastra.

Rosalinda guida lungo una stretta strada sterrata tra i boschi d’Ogliastra. Thelma è seduta accanto a lei, calma e rilassata, come se stesse per andare a fare una passeggiata in campagna, mentre Rosalinda è visibilmente tesa. Il sole filtra attraverso i rami degli alberi, creando un’atmosfera quasi surreale.

Rosalinda (con tono ironico):
«Così stiamo davvero andando a incontrare una “Jana Maista” nei boschi. Non so cosa aspettarmi, Thelma.»

Thelma (serafica):
«Non devi aspettarti nulla, Ros. Solo ascoltare. Sisinna sa molte più cose di quanto tu possa immaginare. Quando si tratta di piante officinali e del loro controllo, lei è la regina. Fidati di me: siamo in buone mani.»

Rosalinda sorride nervosamente, cercando di restare concentrata. Quando raggiungono il punto concordato, Thelma la guida verso un sentiero nascosto tra gli alberi. Non ci sono case, non ci sono indicazioni di presenza umana, ma dopo una camminata di circa venti minuti, arrivano a una piccola radura. Al centro, una figura femminile, alta, vestita di abiti semplici ma eleganti, sta raccogliendo delle erbe. Sisinna.

Thelma (sorridendo):
«Sisinna, ti presento la mia amica Rosalinda. Ha bisogno del tuo aiuto.»

Sisinna si volta lentamente, scrutando Rosalinda con occhi profondi e pieni di saggezza antica. Senza dire una parola, la Jana Maista si avvicina, avvolgendo la commissaria in una sensazione di calma e rispetto. Rosalinda sente subito di trovarsi di fronte a qualcuno che emana un’autorità naturale.

Sisinna (calma):
«Benvenuta, Rosalinda. So perché sei qui. Il commercio delle piante officinali è stato corrotto, e le antiche leggi del territorio sono state infrante. Ma ci sono soluzioni, anche per un problema come questo.»

Rosalinda rimane in silenzio, ascoltando con attenzione. È insolito per lei essere così passiva, ma Sisinna ha un’aura che impone rispetto.

Sisinna (continuando):
«Le piante officinali che vengono raccolte e commercializzate sono molto più che semplici prodotti. Rappresentano il legame tra l’uomo e la terra, un legame che la criminalità ha spezzato. Hanno preso ciò che non è loro e lo hanno usato per i loro fini. Ma noi janas lo sappiamo, e non permetteremo che questo continui.»

Rosalinda annuisce lentamente, iniziando a capire il quadro più ampio.

Rosalinda (decisa):
«Quindi voi avete già notato quello che sta succedendo. Cosa posso fare io? Non sono certo abituata a trattare con poteri occulti o antiche leggi.»

Sisinna sorride leggermente.

Sisinna:
«Non devi preoccuparti dei poteri occulti. Il tuo ruolo è portare giustizia. Ma devi sapere che stai affrontando un nemico che gioca su più livelli. Per vincere, dovrai essere intelligente e paziente. Noi ti daremo il nostro supporto. Non fisico, ma qualcosa di più profondo.»

Rosalinda osserva Thelma, cercando una spiegazione, ma Thelma sembra tranquilla, come se tutto fosse perfettamente logico.

Sisinna (guardando Rosalinda negli occhi):
«C'è una rete di distillatori che opera nei boschi e nelle campagne. Loro raccolgono e trasformano le piante in essenze preziose. La criminalità sta usando queste reti per riciclare il denaro sporco. Vogliono appropriarsi del nostro lavoro e dei segreti delle nostre piante. Dovrai trovarli e fermarli.»

Rosalinda annuisce, cominciando a vedere un quadro più chiaro.

Rosalinda (determinata):
«D’accordo. Mi indicherai dove trovare questi distillatori?»

Sisinna si ferma per un momento, poi annuisce lentamente.

Sisinna:
«Sì, te lo indicherò. Ma devi essere pronta. Questo non è solo un caso criminale. È una battaglia per il rispetto del territorio. Ma non temere, Rosalinda: la criminalità ha le ore contate.»


Scena: La Consulta delle Janas


Villaggio abbandonato nei boschi – sera.

Dopo l'incontro con Sisinna, Rosalinda e Thelma si recano a un antico villaggio in rovina, nascosto tra i monti dell’Ogliastra. È qui che si riunisce la consulta delle janas, un gruppo segreto e quasi leggendario che si riunisce per decidere le sorti dei territori e proteggere le antiche tradizioni. Rosalinda non è mai stata un tipo superstizioso, ma ora si trova a fare i conti con qualcosa che non può spiegare solo con la logica.

Il villaggio è illuminato solo da qualche torcia, e l’atmosfera è densa di mistero. Rosalinda avverte la presenza di altre donne tra le ombre, ma non riesce a distinguerle chiaramente.

Thelma (con tono reverente):
“Ros, la consulta ti sta aspettando. Qui non si prendono decisioni leggere. Loro custodiscono il legame tra l'uomo e la terra. Le tradizioni, le erbe, le piante officinali… sono loro il vero cuore di tutto questo.”

Mentre camminano verso il centro del villaggio, Rosalinda si sente osservata. Finalmente, davanti a un cerchio di pietre, compaiono diverse figure femminili, tutte vestite di abiti tradizionali. Al centro, Sisinna si erge come la leader del gruppo.

Sisinna (rivolta a Rosalinda):
“Rosalinda, noi siamo la consulta delle janas. Non molti riescono a raggiungerci, e ancora meno capiscono il nostro ruolo. Tu, però, hai una missione che si intreccia con il nostro scopo. Devi portare giustizia a questo territorio. Hai il nostro sostegno.”

Rosalinda annuisce, cercando di assorbire tutte le informazioni.

Rosalinda:
“Capisco che le vostre tradizioni sono antiche e potenti. Ma io devo lavorare con le leggi moderne. Come posso conciliare questi due mondi?”

Una delle altre janas si fa avanti, parlando con voce calma ma ferma.

Jana Anziana:
“Non devi conciliare, Rosalinda. Noi agiamo su piani diversi, ma con uno stesso obiettivo: la giustizia. Il territorio deve essere protetto da chi vuole sfruttarlo per profitto. Tu porterai la giustizia nel mondo degli uomini, noi agiremo su quello più nascosto. Ma non dimenticare: tutto è connesso.”

Rosalinda (riflettendo):
“Quindi il commercio delle piante officinali non è solo un traffico criminale. È molto di più. E io sono qui per fermare questo abuso, giusto?”

Sisinna (ferma):
“Esatto. E ora sai dove andare. Trova i distillatori. Fai giustizia, Rosalinda.”


Scena: Il riposo di Rosalinda e la sicurezza che la criminalità ha le ore contate


Casa di Thelma – notte.

Dopo la riunione con la consulta delle janas, Rosalinda si sente stranamente calma. Le rivelazioni che ha avuto sono state intense, ma anche illuminanti. Sa che il prossimo passo sarà cruciale per il successo dell’indagine. Mentre si sdraia nel letto preparato da Thelma, ripensa alle parole di Sisinna.

Rosalinda (pensando tra sé):
“Dormire tra due guanciali, eh? Beh, vediamo se funziona. Perché se Sisinna ha ragione, domani potrei finalmente fare giustizia.”

Si sistema tra i cuscini e, con un sorriso leggero, chiude gli occhi. Nonostante la complessità del caso, sente che la criminalità ha davvero le ore contate. Le janas, con il loro potere antico, stanno già agendo.

Rosalinda (sospirando):
“Chissà se queste janas sono davvero la chiave di tutto. Ma una cosa è certa… non posso fermarmi ora.”

Con quel pensiero, si addormenta, pronta per affrontare il giorno successivo.

La scoperta dei nascondigli sotterranei


Boschi dell’Ogliastra – mattina presto.

Rosalinda si trova nuovamente nei boschi dell’Ogliastra, seguendo le indicazioni che le sono state date dalla consulta delle janas. Ha già passato ore a esplorare la zona alla ricerca della rete di distillatori di piante officinali, ma finora senza successo. Non c’è traccia di nessun distillatore, né di attività illegali. Tutto sembra immerso in un silenzio irreale, quasi come se non fosse mai successo nulla in quella parte remota della Sardegna.

Rosalinda (pensando tra sé):
“Se qui c’è qualcosa, lo stanno nascondendo dannatamente bene. Non può essere tutto falso, non dopo quello che ho scoperto.”

Sente il fruscio di foglie dietro di sé. Si gira di scatto e vede Sisinna emergere tra gli alberi, avvolta nella sua solita aura di mistero. Rosalinda si rilassa leggermente, sapendo che Sisinna ha una risposta per tutto.

Sisinna (calma):
“Non hai trovato nulla, vero? Eppure, i segreti sono più vicini di quanto pensi.”

Rosalinda annuisce, leggermente frustrata.

Rosalinda:
“Ho cercato ovunque. Se c’è davvero una rete di distillatori qui, la nascondono con una precisione militare. C’è qualcosa che mi sfugge.”

Sisinna sorride leggermente e si avvicina a Rosalinda, piegandosi a terra e passando delicatamente una mano sul suolo. Rosalinda la osserva con curiosità, fino a quando la jana non si ferma e le indica qualcosa che inizialmente sembrava un semplice filo d’erba. Con uno sguardo più attento, Rosalinda si rende conto che non è erba, ma un sottile filo di ferro che spunta dal terreno.

Sisinna (con voce calma):
“Vedi questo? Non è erba. È un segno lasciato da loro. I distillatori hanno imparato a nascondere le loro attività sottoterra, scavando tunnel e depositi per conservare le piante e i distillati al sicuro da occhi indiscreti. Questo filo è uno dei loro punti di riferimento. Seguilo, e troverai quello che stai cercando.”

Rosalinda si inginocchia accanto a Sisinna, toccando il filo di ferro con le dita. È così sottile e mimetizzato che sarebbe stato impossibile notarlo senza l’occhio esperto della jana. Un piccolo sorriso appare sul volto di Rosalinda. Finalmente ha trovato una traccia.

Rosalinda (sorridendo):
“Devo ammettere, Sisinna, che senza di te sarei ancora a vagare per i boschi. Grazie.”

Sisinna si alza con grazia e sorride a sua volta.

Sisinna:
“Non è ancora finita, Rosalinda. Segui questi fili. Ogni filo ti condurrà a un punto nascosto sottoterra. Ma fai attenzione: non sarai sola. Chi si nasconde qui sa come proteggersi. Non sarà facile.”


Boschi dell’Ogliastra – mezzogiorno.

Rosalinda inizia a seguire il filo di ferro, che si snoda tra le radici degli alberi e attraverso le rocce. È una traccia sottile, ma chiaramente lasciata con un preciso intento: segnare un percorso che solo chi conosce il segreto può seguire.

Rosalinda si ferma di fronte a un punto dove il filo di ferro sembra scomparire nel terreno. Si china e scava leggermente con le mani, fino a quando non sente un rumore sordo sotto i piedi. Il suolo si muove leggermente, rivelando una piccola botola nascosta tra le radici degli alberi.

Rosalinda (tra sé):
“Eccolo. Finalmente.”

Si guarda intorno, assicurandosi che nessuno la stia seguendo, poi apre con cautela la botola. Un odore forte di erbe e piante essiccate le riempie le narici mentre una scala di legno, visibilmente usurata, si snoda nel buio sottostante.

Rosalinda (sussurrando):
“Dev’essere qui che nascondono tutto.”

Con la torcia in mano, Rosalinda scende le scale, trovandosi in un piccolo laboratorio sotterraneo. Sul pavimento ci sono sacchi di piante officinali essiccate, bottiglie di distillati e contenitori di vetro pieni di essenze preziose. La luce della torcia illumina le pareti coperte da scaffali improvvisati, pieni di attrezzi da distillazione.

Rosalinda cammina tra le bottiglie e i sacchi, toccando gli oggetti con cautela. Tutto sembra troppo perfetto. Le parole di Sisinna tornano alla mente: Non sarai sola.

Proprio in quel momento, Rosalinda sente un rumore alle sue spalle. Si volta di scatto, puntando la torcia verso l’entrata della stanza sotterranea. Un’ombra si muove, e Rosalinda si prepara al peggio.

Rosalinda (ferma):
“Chi c’è lì? Fatti vedere.”

Dall’oscurità, emerge una figura. Un uomo, robusto e con lo sguardo duro, esce dal buio, sollevando le mani in segno di resa.

Uomo (nervoso):
“Aspetta… non sparare. Sono solo uno dei lavoratori. Non volevo problemi.”

Rosalinda osserva l’uomo con sospetto, tenendo comunque la torcia puntata su di lui.

Rosalinda (decisa):
“Chi sei? E cosa ci fai qui?”

L’uomo abbassa lentamente le mani, cercando di mantenere la calma.

Uomo (spaventato):
“Lavoro per la rete di distillatori. Sono uno di quelli che trasformano le piante in essenze. Non sono parte della criminalità… faccio solo il lavoro sporco per loro.”

Rosalinda capisce di avere finalmente trovato uno degli anelli della catena. Ora è solo questione di fare pressione per ottenere le informazioni necessarie.

Rosalinda (fredda):
“Se lavori per loro, allora sai chi gestisce tutto questo. Parlami del traffico. Chi è a capo?”

L’uomo esita per un attimo, chiaramente spaventato dalle possibili conseguenze, ma alla fine cede, consapevole che Rosalinda non gli darà scampo.

Uomo (sottovoce):
“Non conosco tutti i dettagli. Io seguo solo gli ordini. Ma posso dirti che il capo non è qui in Sardegna. È qualcuno molto più potente. Tutto quello che produciamo viene spedito fuori dall’isola… e tu non puoi immaginare dove.”

Rosalinda lo fissa intensamente, consapevole che la sua indagine è sul punto di scoprire qualcosa di ancora più grande.

Rosalinda (decisa):
“Allora parlami di questi trasporti. Dove vanno le essenze? E chi le controlla?”

Pressione su Sisinna e il ruolo delle Janas


Boschi dell’Ogliastra – sera.

Dopo aver interrogato l'uomo nel laboratorio, Rosalinda torna a incontrare Sisinna, cercando risposte. L'indagine ha preso una svolta inaspettata, e Rosalinda si rende conto che Sisinna e la consulta delle janas sanno più di quanto le abbiano detto. Le antiche leggi che proteggono il territorio sono state infrante, e la criminalità ha iniziato a sfruttare le piante per scopi più oscuri.

Rosalinda arriva al punto di ritrovo, una piccola radura tra gli alberi illuminata dalla luce della luna. Sisinna la sta aspettando, calma come sempre, ma Rosalinda sa che l'incontro non sarà semplice.

Rosalinda (con tono deciso):
“Sisinna, ho bisogno di risposte. Quello che ho scoperto è molto più grande di quanto pensassi. Le essenze non sono solo merci illegali, vengono spedite all’estero, e il loro utilizzo è… oscuro. Parli di proteggere il territorio, ma mi sembra che qui ci sia qualcosa di molto più profondo.”

Sisinna la guarda con occhi penetranti, poi si avvicina lentamente.

Sisinna (con voce calma):
“Rosalinda, hai ragione. Non ti abbiamo detto tutto. Le piante officinali che la criminalità sta sfruttando sono sacre. Hanno proprietà che vanno oltre la semplice medicina o il commercio. Sono legate a rituali antichi, e chi ne abusa paga un prezzo. La consulta delle janas sta cercando di fermare tutto questo, ma è un potere grande quello che stiamo sfidando.”

Rosalinda si ferma, sorpresa dalla sincerità delle parole di Sisinna. Non si sarebbe mai aspettata che il caso andasse così lontano.

Rosalinda (perplessa):
“Quindi le janas sapevano? Sapevate di questo traffico, di questi rituali, e non mi avete detto tutto?”

Sisinna annuisce, senza distogliere lo sguardo.

Sisinna:
“Ti abbiamo guidato, Rosalinda, ma alcune cose dovevi scoprirle da sola. Il potere delle piante officinali è antico, e chi le usa nel modo sbagliato lo fa per controllare. Ci sono forze che non puoi combattere con la legge moderna. Le janas stanno agendo a loro modo, proteggendo il territorio su un piano diverso. Ma anche tu hai un ruolo. Devi fermare gli uomini che sfruttano queste essenze, prima che facciano danni irreparabili.”

Rosalinda incrocia le braccia, pensierosa.

Rosalinda (ferma):
“Se tutto questo è vero, allora ho bisogno del vostro aiuto. Non posso farcela da sola. Mi serve la protezione della consulta, e ho bisogno di sapere dove colpire.”

Sisinna sorride lievemente, come se avesse atteso quella richiesta.

Sisinna (calma):
“La consulta sarà con te. Ma devi fare in fretta. Ogni giorno che passa, il potere di questi uomini cresce. E ricordati, Rosalinda: il territorio ti sostiene, ma sei tu che devi portare giustizia. Usa il tuo istinto e colpisci dove serve.”


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