🔍Le inchieste di Rosalinda - Il mistero di Cala Serena - 10 - La corsa contro il tempo

Rosalinda e Gianni, con una squadra di agenti scelti, si avvicinano a una vecchia struttura abbandonata tra le montagne. Le informazioni raccolte indicano che il capo dell’organizzazione criminale sta cercando di fuggire da qui, portando con sé le ultime essenze distillate.

Mentre si avvicinano alla struttura, Rosalinda nota che c’è qualcosa di strano nell’aria. La temperatura è calata bruscamente, e il silenzio è innaturale.

Rosalinda (rivolta a Gianni):
“Senti anche tu? È come se qualcosa ci stesse aspettando.”

Gianni annuisce, stringendo la pistola con più forza.

Gianni (sussurrando):
“Sì, ed è meglio essere pronti a tutto.”

Mentre si preparano a entrare, Rosalinda si sente pervasa da un’inquietudine. I poteri oscuri che Sisinna aveva descritto sembrano essere più vicini di quanto pensasse. Tuttavia, non può permettere che la paura la fermi.

Rosalinda (determinata):
“Andiamo. È il momento di porre fine a questa storia.”


Interno della base operativa – alba.

Entrano con cautela nella struttura, trovandosi di fronte a un vasto laboratorio improvvisato. Le essenze distillate sono sistemate in grandi contenitori di vetro, pronte per essere spedite. In fondo alla stanza, una figura si muove nell'ombra: il capo del traffico.

Rosalinda (urlando):
“Fermo! Non c’è via di fuga per te.”

L’uomo si volta, con un sorriso gelido sul volto.

Capo del traffico (beffardo):
“Fuga? Non mi serve fuggire. Voi non potete fermare ciò che è già iniziato.”

Gianni si avvicina, ma l'uomo alza una mano, come se potesse controllare qualcosa di invisibile. Le luci nella stanza tremano, e l’aria si fa improvvisamente pesante.

Capo del traffico (con tono sinistro):
“Le essenze che state cercando di fermare sono più potenti di quanto immaginate. Non potete contrastare il potere che abbiamo risvegliato.”

Rosalinda sente una forza oscura avvolgere la stanza, ma non si lascia intimidire.

Rosalinda (con voce ferma):
“Forse tu credi di controllare il potere, ma hai sottovalutato ciò che noi possiamo fare. Le janas e le custodi sono più forti di quanto pensi.”

Improvvisamente, un bagliore di luce attraversa la stanza. Rosalinda sente l’energia di Sisinna e delle altre custodi farsi strada, come se stessero lottando contro l’oscurità per dare loro una possibilità. Il capo del traffico esita, visibilmente scosso dalla forza che non aveva previsto.

Rosalinda (decisa):
“E ora, è finita.”

Con un gesto rapido, ordina alla squadra di arrestarlo. Mentre gli agenti lo immobilizzano, il potere oscuro nella stanza si dissolve lentamente, lasciando solo un senso di pace ritrovata.


Boschi dell’Ogliastra – mattino.

Sisinna è di nuovo nella radura sacra, sentendo finalmente la terra sotto i suoi piedi tornare tranquilla. Il vento è calmo, e le ombre che prima agitavano la natura si sono disperse. Le custodi internazionali hanno vinto la loro battaglia, e l’equilibrio è stato ristabilito.

Sisinna (sussurrando):
“L’equilibrio è tornato… per ora.”



Notte inquieta di Rosalinda

Camera da letto di Rosalinda – notte fonda.

La luna piena illumina debolmente la stanza di Rosalinda, ma nonostante l'atmosfera calma all'esterno, dentro di lei c'è un tumulto. Si rigira nel letto, inquieta. Ogni volta che chiude gli occhi, il dolore allo stomaco la sveglia, facendola sussultare tra le lenzuola.

Rosalinda (mormorando a se stessa):
“Questi maledetti gueffus… non posso credere che siano diventati la mia nemesi. Forse devo rinunciare. O almeno mangiarne meno.”

Si mette seduta, con una mano appoggiata sul ventre dolorante. Per un attimo, si chiede se i suoi pensieri abbiano a che fare solo con i dolci o se sotto ci sia qualcos’altro. Forse il caso che ha appena risolto l’ha segnata più di quanto voglia ammettere. I poteri oscuri, i rituali… tutto sembrava essersi concluso, ma c’è una parte di lei che non riesce a trovare pace.

Rosalinda (pensando tra sé):
“Ho fermato i criminali. Ho salvato il territorio. Allora perché mi sento ancora così…?”

Si alza dal letto, camminando lentamente verso la finestra. Il dolore allo stomaco si attenua un po', ma è ancora lì, come un segnale persistente. Forse c’è qualcosa che non ha ancora compreso, un pezzo di quel puzzle che non è stato risolto del tutto.

Mentre si affaccia alla finestra, un pensiero scherzoso le attraversa la mente.

Rosalinda (sorridendo debolmente):
“O forse sono davvero solo i gueffus. Dovrei smetterla di mangiarne così tanti, specialmente di notte.”

Ma, nel profondo, Rosalinda sa che, dolci a parte, c’è sempre qualcosa in agguato. Forse non stasera, ma presto dovrà affrontare nuove sfide. L’equilibrio che ha cercato di proteggere è fragile, e la sensazione che tutto possa ricominciare non la lascia in pace.

Con un sospiro, si rimette a letto, cercando di convincere se stessa a rilassarsi.

Rosalinda (sussurrando):
“Domani. Domani sarà un nuovo giorno. Magari inizio con meno gueffus.”

Chiude gli occhi, ma il suo sonno rimane leggero, popolato da immagini di radure sacre, antiche custodi… e un piatto di dolcetti che la fissano con aria colpevole.

Fine... per ora!



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