🔍 Le inchieste di Rosalinda - Il mistero di Cala Serena - 3 - Alla ricerca dell'hotel giusto

 

Scena: Alla ricerca dell'hotel giusto


Commissariato di Cala Serena – mattina.

Rosalinda fissa la chiave dorata appoggiata sulla scrivania. Ogni hotel di lusso nei dintorni ha cassette di sicurezza, e ognuno di essi potrebbe custodire il segreto che le serve per risolvere il caso. Ma l'idea di far scattare il panico tra i facoltosi turisti, magari ricchi imprenditori o celebrità in incognito, è un rischio che non può correre.

Rosalinda (pensierosa):
«Gavino, dobbiamo trovare questo hotel senza far scattare nessun allarme. Se i turisti si accorgono di quello che stiamo cercando, rischiamo di perdere la nostra occasione.»

Gavino (pieno di zelo):
«Commissaria, potrei fare qualche telefonata agli hotel, chiedere discretamente se la chiave corrisponde a uno dei loro sistemi di sicurezza.»

Rosalinda scuote la testa, contrariata.

Rosalinda:
«Troppo rischioso. Se cominciano a farsi domande, la voce si spargerà velocemente. Qualcuno potrebbe avvertire chi ha lasciato la chiave. No, dobbiamo farlo in modo più diretto. Andiamo a visitare di persona alcuni di questi hotel. Ma niente scene, niente interrogatori. Mi serve discrezione, Gavino.»

Gavino annuisce, pronto a seguire Rosalinda nel loro giro discreto.


Hotel "Cala d'Oro" – primo pomeriggio.

Il primo hotel che visitano è il "Cala d'Oro", uno degli alberghi più rinomati della zona, con una vista mozzafiato sulla scogliera e clienti che pagano cifre astronomiche per soggiornare lì. Rosalinda e Gavino entrano come normali ospiti interessati a prenotare un soggiorno.

Il concierge, impeccabile nel suo completo scuro, li accoglie con un sorriso formale. Rosalinda osserva l'ambiente, cercando di capire se quell'hotel abbia cassette di sicurezza private o un sistema di chiavi simile a quello che hanno trovato.

Concierge (sorridendo):
«Buon pomeriggio, signori. Come posso aiutarvi?»

Rosalinda prende la chiave dorata dalla tasca del suo cappotto e la mostra con noncuranza, come se fosse un oggetto di poco conto.

Rosalinda (con aria disinvolta):
«Buon pomeriggio. Mi chiedevo se per caso potessi verificare se questa chiave appartiene a uno dei vostri sistemi di sicurezza. È una vecchia chiave che abbiamo trovato durante un trasloco, e ci stiamo chiedendo a quale hotel possa appartenere. Potreste darci una mano?»

Il concierge osserva la chiave per un momento, mantenendo il suo sorriso professionale.

Concierge (cauto):
«Mi dispiace, signora, ma non riconosco questa chiave come parte del nostro sistema. Qui usiamo carte elettroniche per le cassette di sicurezza private. Forse potrebbe appartenere a un altro hotel più… tradizionale.»

Rosalinda annuisce, ringraziando il concierge. Mentre si avviano all'uscita, Gavino si avvicina a lei, bisbigliando.

Gavino:
«Commissaria, se ogni hotel è così discreto, ci vorranno giorni prima di trovare quello giusto.»

Rosalinda annuisce, ma i suoi occhi sono determinati.

Rosalinda:
«Lo so, Gavino, ma dobbiamo continuare. Il prossimo hotel potrebbe essere quello giusto.»


Hotel "Stella del Mare" – tardo pomeriggio.

Arrivano al secondo hotel della lista, lo "Stella del Mare", un piccolo ma elegante albergo frequentato da ospiti facoltosi in cerca di tranquillità e riservatezza. Qui l'atmosfera è più intima, e Rosalinda spera che la chiave appartenga proprio a questo luogo, famoso per la sua discrezione.

Mentre aspettano al banco della reception, Rosalinda nota una placca d’oro sul muro che indica la presenza di "Cassette di sicurezza private per ospiti VIP". Potrebbe essere un buon segno.

Questa volta decide di parlare direttamente con il direttore, un uomo basso e cordiale con un sorriso che non lascia trapelare molto.

Rosalinda (con tono professionale):
«Siamo qui per una questione piuttosto delicata. Vorremmo sapere se questa chiave potrebbe appartenere a una delle vostre cassette di sicurezza.»

Il direttore osserva attentamente la chiave, poi si schiarisce la gola, visibilmente a disagio.

Direttore:
«Commissaria, mi rendo conto che potrebbe trattarsi di una questione importante, ma devo informarla che qui all’Hotel Stella del Mare garantiamo la massima riservatezza ai nostri ospiti. Non posso dare informazioni senza un ordine ufficiale. Tuttavia…»

Si ferma, abbassando la voce.

Direttore (sottovoce):
«Posso dirle che questa chiave sembra compatibile con le nostre cassette di sicurezza. Ma oltre questo, non posso dirle altro, mi spiace.»

Rosalinda si irrigidisce leggermente. È un passo avanti, ma non abbastanza. Sa di essere vicina, ma la riservatezza degli hotel potrebbe essere un ostacolo insormontabile.

Rosalinda:
«Capisco. Le chiedo solo una cosa: c’è stato qualche cliente recente che ha lasciato la sua cassetta di sicurezza chiusa o abbandonata? Qualcuno che non ha ritirato i suoi effetti personali?»

Il direttore si fa ancora più rigido, il sorriso cortese scompare per un attimo.

Direttore (con cautela):
«Non posso rivelare dettagli specifici, ma… diciamo che una certa cassetta è ancora chiusa e non è stata reclamata da diversi giorni. La proprietà appartiene a un ospite che non è più registrato da noi.»

Rosalinda si scambia uno sguardo con Gavino. È il segnale che stavano aspettando.

Rosalinda (con un sorriso sottile):
«Perfetto. Credo che questa cassetta ci interessi molto. E non si preoccupi, torneremo con il necessario per accedervi.»


Commissariato di Cala Serena – sera tardi.

Di ritorno al commissariato, Rosalinda è seduta alla sua scrivania, riflettendo sulle nuove informazioni. L’hotel "Stella del Mare" potrebbe essere la chiave per risolvere il caso, ma c’è ancora molto che non sa. Chi ha lasciato quella cassetta chiusa? E cosa potrebbe contenere? Forse prove decisive, forse un collegamento diretto con l'uomo misterioso visto da Marta.

Rosalinda (tra sé):
«Domani dobbiamo tornare lì, ma non possiamo farlo senza un mandato. Dobbiamo giocare questa partita nel modo giusto, senza farci scoprire.»

Gavino entra nell'ufficio, con un sorriso nervoso.

Gavino:
«Commissaria, ho scoperto una cosa interessante. C'è un certo cliente che aveva prenotato allo "Stella del Mare" sotto falso nome, e l'ultimo giorno della sua permanenza coincide proprio con la sparizione di Marco.»

Rosalinda si irrigidisce.

Rosalinda:
«E chi è questo cliente?»

Gavino (trionfante):
«Si fa chiamare Luigi Costa… ma nessuno con quel nome esiste nei registri locali. È sicuramente falso.»

Rosalinda sente una scarica di adrenalina. Ora ha un sospetto concreto. L'indomani torneranno all'hotel con un mandato e finalmente apriranno quella cassetta.

Scena: La cassetta di sicurezza


Hotel "Stella del Mare" – mattina.

Rosalinda e Gavino si avvicinano all’ingresso dell’hotel. Questa volta non sono qui come semplici ospiti, ma con un mandato ufficiale per aprire la cassetta di sicurezza lasciata incustodita. Il direttore li attende nervosamente all'ingresso, sapendo che la faccenda è ormai nelle mani della polizia.

Direttore (con un sorriso forzato):
«Commissaria, vice-commissario, tutto è pronto. Vi accompagnerò alla stanza delle cassette di sicurezza.»

Rosalinda annuisce, decisa. Sa che questa potrebbe essere una svolta cruciale. Si dirigono verso il seminterrato dell'hotel, dove una porta blindata conduce alla stanza delle cassette. Il direttore prende una chiave e apre la porta con mani tremanti, chiaramente poco abituato a trovarsi in situazioni simili.

Entrano in una piccola stanza illuminata da luci al neon. Le pareti sono rivestite di cassette di sicurezza numerate. Rosalinda tiene in mano la chiave dorata, la osserva per un momento, poi guarda il direttore.

Rosalinda:
«Qual è il numero della cassetta che non è stata reclamata?»

Direttore:
«La numero 12, signora.»

Rosalinda si avvicina alla cassetta di sicurezza numero 12, inserisce la chiave e, con un clic metallico, la apre. Gavino trattiene il fiato mentre Rosalinda tira fuori il contenuto. Dentro, ci sono solo due oggetti: una busta marrone e un fascicolo.

Gavino (curioso):
«Cosa c’è dentro, commissaria?»

Rosalinda apre con cautela la busta marrone e dentro trova un fascio di banconote, ordinatamente impacchettate. Non è una piccola somma, e Rosalinda capisce subito che si tratta di una cifra considerevole. Ma il fascicolo è quello che attira maggiormente la sua attenzione.

All'interno del fascicolo ci sono vari documenti. Tra questi, un contratto di acquisto di un immobile intestato a un certo "Luigi Costa" e diverse lettere minatorie indirizzate a Marco. Una delle lettere è particolarmente esplicita: "Se non paghi, ti troveremo. Sai cosa ti aspetta."

Rosalinda (seria):
«Ecco il collegamento. Marco era sotto minaccia. Questi soldi erano probabilmente il pagamento che doveva fare per tenersi fuori dai guai. Ma il nome Luigi Costa è un falso, quindi dobbiamo capire chi c’è dietro.»

Gavino (scettico):
«Quindi Marco stava per pagare qualcuno… ma chi?»

Rosalinda continua a esaminare il fascicolo e scopre un'altra traccia: un biglietto da visita che sembra appartenere a un certo Giorgio Ferri, un nome che non ha ancora incontrato nelle indagini. Sul retro del biglietto c’è un numero di telefono scarabocchiato a penna.

Rosalinda (pensierosa):
«Giorgio Ferri… non l’abbiamo ancora sentito nominare, ma se era coinvolto negli affari di Marco, potrebbe essere la chiave per scoprire chi è davvero Luigi Costa.»

Rosalinda infila il fascicolo e il denaro in una busta per le prove, ringrazia il direttore, e si avvia verso l’uscita. Ora ha una nuova pista: il denaro, le minacce, e un nome nuovo da seguire. Ma prima di fare mosse avventate, deve scoprire chi è Giorgio Ferri.


Commissariato di Cala Serena – pomeriggio.

Rosalinda è seduta alla sua scrivania, scorrendo freneticamente tra i file e i database. Cerca di scoprire chi sia Giorgio Ferri e perché il suo nome compaia legato a Marco e a un pagamento sospetto.

Gavino (entrando con un fascicolo):
«Commissaria, ho trovato qualcosa su Giorgio Ferri. Non è un nome sconosciuto alla polizia. È un piccolo imprenditore, ma con legami poco chiari a livello finanziario. Ci sono stati sospetti in passato su di lui, ma mai nulla di concreto.»

Rosalinda lo guarda con interesse.

Rosalinda:
«Quali sospetti?»

Gavino:
«Usura e riciclaggio di denaro, principalmente. Si dice che presti grosse somme di denaro a persone in difficoltà e poi le ricatti quando non riescono a restituire il prestito.»

Rosalinda annuisce. Tutto comincia a quadrare. Marco probabilmente aveva chiesto un prestito a Ferri, forse per risolvere qualche problema finanziario legato alla sua attività immobiliare, ma poi si è ritrovato in una trappola.

Rosalinda (riflettendo ad alta voce):
«Quindi Marco stava cercando di pagare il suo debito con Ferri, ma qualcosa è andato storto. Forse non ha pagato in tempo o ha cercato di uscirne in qualche modo, e Ferri ha mandato qualcuno a "risolvere la situazione".»

Gavino:
«E se fosse questo Ferri dietro il falso nome di Luigi Costa? Potrebbe aver usato quell’identità per nascondersi.»

Rosalinda si alza di scatto dalla sedia, decisa.

Rosalinda:
«Dobbiamo parlare con questo Ferri. Ma non possiamo farlo allo scoperto. Se è davvero coinvolto in qualcosa di grosso, potrebbe essere pericoloso. Organizziamo un incontro, ma facciamolo sembrare una cosa normale. Voglio vedere come reagisce quando lo mettiamo alle strette.» 

3 Continua...


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