🔭Le nuove indagini di Rosalinda - Il furto della cassapanca - 1 -

 


Il furto della cassapanca

Museo di Cala Serena – mattina presto.

Rosalinda viene svegliata all’alba da una chiamata urgente. Gavino, il suo fedele assistente, è all’altro capo della linea.

Gavino (agitatissimo):
«Commissaria, c’è stato un furto al museo! Hanno portato via la cassapanca antica, quella dell’esposizione universale. Non è solo un oggetto, lo sai… la gente qui in paese parla della maledizione.»

Rosalinda si stropiccia gli occhi, cercando di svegliarsi completamente. Nonostante la serietà del momento, non può fare a meno di notare il tono agitato di Gavino e il modo in cui ha menzionato la "maledizione". Mentre si veste, i suoi pensieri corrono su due binari: l'importanza dell'oggetto e le storie che da sempre ruotano intorno ad esso.

Rosalinda (tra sé, ironica):
«Furto e maledizioni, ottimo. Proprio ciò di cui avevo bisogno dopo una notte insonne. Chissà se una camomilla basterà stavolta.»

Arrivata al museo, Rosalinda trova il direttore visibilmente sconvolto. La cassapanca sarda rubata non era un semplice oggetto d'arte; faceva parte di una collezione antica ed era legata a una leggenda locale. Il museo aveva organizzato un’esposizione speciale, e il furto ha gettato tutti nel panico.

Direttore del museo (angosciato):
«Commissaria, non capisce. Questa cassapanca è… era il pezzo centrale della nostra collezione. Ma la gente del paese dice che è maledetta! Ho già ricevuto decine di telefonate. Temono che qualcosa di terribile stia per accadere.»

Rosalinda lo guarda, cercando di mantenere la calma.

Rosalinda (pragmatica):
«Capisco il valore storico, ma dobbiamo concentrarci sul furto. Iniziamo a cercare indizi concreti. Gavino, inizia a controllare le registrazioni delle telecamere di sicurezza.»

Mentre Gavino esamina i filmati, Rosalinda si avvicina alla teca dove la cassapanca era custodita. Ci sono segni evidenti di effrazione, ma ciò che attira la sua attenzione è un piccolo simbolo inciso sul pavimento, appena visibile. Un simbolo antico, qualcosa che non ha mai visto prima, ma che sembra avere un significato profondo.

Rosalinda (pensierosa):
«Questo simbolo... potrei sbagliarmi, ma sembra legato alle leggende sulle janas.»

Improvvisamente, un rumore la distrae. Un anziano del villaggio, visibilmente agitato, entra nel museo e si avvicina a Rosalinda.

Anziano (allarmato):
«Commissaria, ascolti! La cassapanca... è stata profanata! La maledizione si sta risvegliando. Non è solo un furto, è un segnale. La leggenda parla chiaro: chiunque osi violare la cassapanca porterà sciagura su tutti noi.»

Rosalinda, pur scettica, sa che in Sardegna le leggende e la realtà sono spesso intrecciate. Il furto di un manufatto così antico e carico di significato potrebbe portare a conseguenze inaspettate.

Rosalinda (seria, rivolta all'anziano):
«Non credo alle maledizioni, ma qualcosa di strano sta accadendo. Conosco chi potrebbe aiutarci a capirlo meglio.»


Il consiglio di Sisinna


Boschi dell’Ogliastra – pomeriggio.

Rosalinda decide di consultare Sisinna, consapevole che dietro il furto della cassapanca potrebbe nascondersi qualcosa di più grande di un semplice atto criminale. Dopo una lunga camminata tra gli alberi, raggiunge la radura dove Sisinna l’aspetta.

Sisinna (con voce calma):
«Hai sentito parlare della maledizione, vero? La cassapanca non è solo un oggetto antico. È stata creata come protezione, un patto tra il mondo umano e le janas. Chiunque la tocchi senza il giusto rispetto risveglia forze che non comprendiamo del tutto.»

Rosalinda la ascolta attentamente. Nonostante la sua formazione da poliziotta razionale, ha imparato a fidarsi del giudizio di Sisinna, soprattutto quando si tratta di antichi segreti.

Rosalinda (riflettendo):
«Quindi non è solo un furto, è qualcosa di più profondo. Ma chi avrebbe interesse a scatenare tutto questo?»

Sisinna (ferma):
«Qualcuno che conosce le leggende e vuole usarle a proprio vantaggio. Devi trovare la cassapanca prima che sia troppo tardi. Altrimenti, le conseguenze non si limiteranno solo a questo paese.»

Continua ... 

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