❤️La collezione di sassi . 2 -

 

Mi sedetti, con il cesto accanto.
«Perché mi raccontano delle storie. Ognuno di loro mi ricorda qualcosa che ho vissuto.»
Presi un sasso bianco e liscio.
«Questo mi ricorda il giorno in cui, da ragazzo, risalii il fiume fino alla sorgente. Mi sembrava di scalare il mondo intero.»
Ne sollevai uno nero e ruvido.
«Questo appartiene a tempi duri. Durante la guerra, in casa c’era solo pane d’orzo e il silenzio era pesante come pietra.»
Poi, con un sorriso, mostrai un sasso rosso e brillante.
«Questo… è il giorno in cui conobbi la mia amata. Era estate, e lei sorrideva come il sole.»

I bambini ascoltavano a bocca aperta. Allora scelsi per ciascuno di loro un piccolo sasso.
«Prendete questo. È un pezzetto della mia storia, ora anche vostra. Portatelo con voi.»


Da quel giorno, vennero spesso a trovarmi. Seduti accanto al cesto, volevano ascoltare altre storie.
E quando cominciarono a viaggiare con i genitori, ogni tanto tornavano portandomi un sasso dei loro cammini.
«Questo è del mare», dicevano.
«Questo l’abbiamo trovato in montagna.»

Così la mia collezione si arricchiva, e con essa le storie.


Un giorno, trovai un sasso diverso dagli altri. Lisciissimo, con venature delicate che sembravano un disegno inciso dal tempo.
Lo tenni da parte.
Quando, ormai giovani adulti, tornarono a trovarmi, lo tirai fuori.

«Questo,» dissi, «è per voi. Non è solo un ricordo mio, ma il segno di ciò che abbiamo costruito insieme. La nostra amicizia.»

Glielo consegnai. E vidi nei loro occhi la stessa meraviglia che avevano da bambini.


Ora che il tempo avanza e le mie mani sono più lente, so che un giorno quei ragazzi torneranno.
E forse, accanto al mio cesto, racconteranno ai loro figli le storie dei sassi.
Così il fiume, i ricordi, e la voce della memoria continueranno a scorrere.



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