🔥Luigi, l'anguria e il sultano

 

All'inizio degli anni cinquanta del secolo scorso, a Tertenia c'erano molti orti e l'irrigazione era un'incombenza impegnativa, che spesso vedeva impegnati i ragazzini con mansioni diverse.. Luigi era uno di questi e il suo compito era quello di sorvegliare l'asino che faceva girare la noria, la ruota che tirava su l’acqua con il suo lento e ipnotico clac-clac.

Luigi passava le ore lì, sotto il fico, ad ascoltare i rumori dell’acqua e del mondo che sembrava fermo. A volte chiudeva gli occhi e scivolava in sogni meravigliosi.

Quel giorno il sole bruciava come una fiamma sulla pelle. Il canto delle cicale era una nenia, e Luigi, abbracciato al suo bastone, si assopì.

Nel sogno, un sultano venuto dal lontano Oriente, Alì il Terribile, stava marciando su Tertenia. Dietro di lui, una schiera infinita di tamburi e sciabole e stendardi rossi.

“Presto, Luigi! Il paese è in pericolo!”, gridò una voce.

E Luigi si svegliò.

Senza pensarci due volte, lasciò Grigio a masticare il trifoglio e corse a perdifiato verso il paese. Salì i gradini del campanile, tre a tre, e cominciò a suonare le campane con tutta la forza che aveva.

Gli abitanti accorsero allarmati.

“Il sultano Alì sta marciando su Tertenia!”

Un silenzio. Poi uno scoppio di voci, domande, concitazione.

Guidati da Luigi, una piccola squadra prese la via del fiume, tra fichi d’India e rovi, pronti a difendere il paese. Ma giunti alla curva della strada... niente tamburi, niente cavalli.

Solo il venditore d’angurie, con il suo carro e la voce da tenore.

“Ahiò! Sa sindria de Tortolì! Frisca e succiosa.” (Anguria di Tortolì! Fresca e succosa.)

Luigi si fermò, gli occhi ancora rossi di sogno. I compaesani lo guardarono in silenzio, poi qualcuno rise. E poi tutti risero e nessuno si arrabbiò. Perché in quel pomeriggio caldo, Luigi aveva dato loro qualcosa di raro: un’avventura. E un motivo per ricordare quanto sia prezioso il cuore di un ragazzino che sogna.

E da quel giorno, ogni estate, quando arrivava il venditore di angurie, si lanciava l'allarme: “Attenti! Arriva il terribile Alì”.

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