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🔥Luigi, l'anguria e il sultano

  All'inizio degli anni cinquanta del secolo scorso, a Tertenia c'erano molti orti e l'irrigazione era un'incombenza impegnativa, che spesso vedeva impegnati i ragazzini con mansioni diverse.. Luigi era uno di questi e il suo compito era quello di sorvegliare l'asino che faceva girare la noria, la ruota che tirava su l’acqua con il suo lento e ipnotico clac-clac. Luigi passava le ore lì, sotto il fico, ad ascoltare i rumori dell’acqua e del mondo che sembrava fermo. A volte chiudeva gli occhi e scivolava in sogni meravigliosi. Quel giorno il sole bruciava come una fiamma sulla pelle. Il canto delle cicale era una nenia, e Luigi, abbracciato al suo bastone, si assopì. Nel sogno, un sultano venuto dal lontano Oriente, Alì il Terribile, stava marciando su Tertenia. Dietro di lui, una schiera infinita di tamburi e sciabole e stendardi rossi. “Presto, Luigi! Il paese è in pericolo!”, gridò una voce. E Luigi si svegliò. Senza pensarci due volte, lasciò Grigio a mas...

❤️Tertenia bella

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Il nostro territorio ha una vocazione naturale verso la bellezza e l’accoglienza. Ma per renderlo davvero sostenibile, inclusivo e attrattivo per il futuro, è necessario ripensare insieme gli spazi, i materiali, le pratiche. Riflettiamo su cosa vogliamo diventare, senza dimenticare chi siamo. Oggi più che mai, in linea con gli obiettivi del New European Bauhaus , abbiamo l’opportunità di invertire questa tendenza. Possiamo scegliere materiali più armonici, soluzioni più rispettose, estetiche più coerenti con il nostro patrimonio paesaggistico e culturale. Non si tratta solo di "abbellire" ciò che ci circonda, ma di generare un cambiamento che migliori la qualità della vita per tutti: residenti, visitatori, imprese locali, ambiente. Inclusiva, Bella, Sostenibile non sono solo parole: sono visioni concrete. Vogliamo un territorio dove ogni persona si senta parte di una comunità viva e accogliente. Il percorso 2025–2030 sarà fondamentale. Sarà un tempo di ascolto, c...

❤️Santa Sofia - Oranti

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  La chiesetta campestre di Santa Sofia è un simbolo di grande importanza per i Terteniesi, rappresentando non solo un luogo di culto, ma anche un punto di incontro che rafforza il senso di comunità. Ogni anno, tra fine agosto e inizio settembre, si tengono i festeggiamenti che richiamano numerosi fedeli e abitanti del luogo, uniti dalla devozione e dalla tradizione. La partecipazione a questi eventi è vissuta con un'intensità che va oltre il semplice atto religioso; è un momento di riconnessione con le proprie radici, di condivisione e di celebrazione delle proprie origini. La gente arriva a piedi, da sola o in piccoli gruppi. Cammina in fila, come oranti che salgono il crinale della memoria, in un paesaggio che è corpo e spirito insieme Ogni figura sembra portare con sé una storia: una speranza, una perdita, una gratitudine sussurrata. La chiesetta, appare all’improvviso tra gli alberi, come se fosse sempre stata lì ad aspettare. E ogni volta sembra nuova, come se il tempo, ...

❤️Su Crabiolu - Tertenia

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 "Ci sono gesti che parlano di amore per il territorio. In questi giorni, i soci della nostra Pro Loco si sono messi all’opera per ripulire e curare il bosco vicino al paese — un luogo prezioso per tutti noi. Un lavoro silenzioso e collettivo, fatto di mani, di tempo, di dedizione. Un esempio perfetto di "opera collettiva" che rende più bello e vivo il nostro paesaggio. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito! 🌳💚 #OperaCollettiva #MemorieDiTertenia #TOP21OperaCollettiva #ProLocoTertenia #ComunitàInCammino #PaesaggioVivo*

❤️Una chiesa come opera collettiva

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Chiesa parrocchiale di Tertenia Ogni grande opera nasce dalla visione di qualcuno e dal lavoro di molti. Così fu anche per la nostra chiesa. Mentre la foto cattura un momento del cantiere, il pensiero va a chi, giorno dopo giorno, ha contribuito a trasformare quel sogno in realtà. C'erano gli scalpellini — ricordo ancora i nomi di due di loro — e c'era l’impresa che guidava i lavori. C'erano poi muratori, manovali, artigiani di Tertenia che, con pazienza e fatica, hanno innalzato muri, scolpito la pietra, plasmato forme che ancora oggi ci parlano. Su tutti vegliava Don Egidio Manca , il "prete artista", che non solo ispirava il progetto ma spesso saliva di persona sulle impalcature, con la sua tonaca impolverata di calce, a seguire ogni dettaglio. Questa foto è un omaggio a quei volti e a quelle mani che non sempre la storia ricorda per nome, ma che hanno lasciato traccia viva nel cuore della nostra comunità.

❤️La collezione di sassi . 2 -

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  Mi sedetti, con il cesto accanto. «Perché mi raccontano delle storie. Ognuno di loro mi ricorda qualcosa che ho vissuto.» Presi un sasso bianco e liscio. «Questo mi ricorda il giorno in cui, da ragazzo, risalii il fiume fino alla sorgente. Mi sembrava di scalare il mondo intero.» Ne sollevai uno nero e ruvido. «Questo appartiene a tempi duri. Durante la guerra, in casa c’era solo pane d’orzo e il silenzio era pesante come pietra.» Poi, con un sorriso, mostrai un sasso rosso e brillante. «Questo… è il giorno in cui conobbi la mia amata. Era estate, e lei sorrideva come il sole.» I bambini ascoltavano a bocca aperta. Allora scelsi per ciascuno di loro un piccolo sasso. «Prendete questo. È un pezzetto della mia storia, ora anche vostra. Portatelo con voi.» Da quel giorno, vennero spesso a trovarmi. Seduti accanto al cesto, volevano ascoltare altre storie. E quando cominciarono a viaggiare con i genitori, ogni tanto tornavano portandomi un sasso dei loro cammini. «Questo è del ma...

❤️La collezione di sassi - 1 -

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  La collezione di sassi Un giorno, venne a trovarmi una vicina con i suoi due bambini. Due folate di vento, erano: correvano per la casa, esploravano ogni angolo. A un certo punto, sbatterono contro il mio cesto. Il cesto cadde, e i sassi si sparsero dappertutto, rotolando sul pavimento con piccoli tonfi. I bambini si fermarono di colpo, immobili, gli occhi sgranati. Io scoppiai a ridere. Una risata vera, di quelle che arrivano senza pensarci. Mi chinai e dissi: «Avanti, piccoli aiutanti, rimettiamo tutto a posto insieme.» Ci mettemmo tutti a raccogliere i sassi. I bambini li maneggiavano con delicatezza, incuriositi. Uno di loro mi chiese: «Perché tieni tutti questi sassi?»